"Nell'arco di oltre un secolo e mezzo la Ferrovia ha disegnato il volto dell'Italia e l'identità del suo popolo, pur senza lasciare nella memoria tracce della propria importanza storica..."

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Ferrovia Vibo Marina-Mileto: dalle origini fino alla chiusura e un cenno sui mezzi che vi circolarono

1. Origini e Costruzione della Ferrovia (1917-1966)



La ferrovia Vibo Valentia-Mileto è stata una delle linee più iconiche e sfortunate delle Ferrovie Calabro Lucane (FCL). Caratterizzata dallo scartamento ridotto (950 mm), ha rappresentato per cinquant'anni l'unico collegamento moderno tra la costa vibonese e l'entroterra, prima di essere segnata da una tragedia che ne decretò il declino.

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1. Storia e Progetto

Inaugurata in due fasi: il tratto Vibo Marina-Vibo Città nel 1917 e il prolungamento fino a Mileto nel 1923. La linea faceva parte di un progetto molto più ambizioso: la cosiddetta "Trasversale delle Serre".

L'obiettivo era collegare il Tirreno allo Jonio (Soverato) attraverso Mileto e Serra San Bruno, creando una rete interconnessa in tutta la Calabria. Tuttavia, a causa di tagli ai finanziamenti negli anni '20, la linea rimase un ramo isolato, lungo circa 28 km, che non si ricongiunse mai al resto della rete calabrese.

2. Il Tracciato e le Stazioni

La linea era celebre per la sua tortuosità e per le forti pendenze (fino al 60 per mille), necessarie per risalire dalla costa verso l'altopiano.

    • Capolinea costiero: Vibo Valentia Marina (Porto Santa Venere).

    • Stazioni principali: Pizzo Calabro, Longobardi, Vibo Valentia Città (nodo principale), Vena, Jonadi-Cessaniti, San Costantino Calabro.

    • Capolinea interno: Mileto.

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3. Il Materiale Rotabile

Inizialmente la trazione era affidata a locomotive a vapore (come le locotender del Gruppo 170). A partire dagli anni '30, entrarono in servizio le mitiche Emmine" (automotrici M1), piccoli mezzi agili e leggeri, soprannominati amichevolmente dai locali A Littorina. Ancora oggi, una di queste locomotive (la 412) è conservata come monumento a Mileto.

4. Il Disastro del 1951 e la Chiusura

Il destino della ferrovia cambiò tragicamente il 17 novembre 1951. A causa di un violento nubifragio, il viadotto sul vallone Timpa Janca (tra Pizzo e Vibo Marina) crollò proprio mentre passava l'automotrice M1-36. Il disastro causò 11 morti e numerosi feriti.

Dopo l'incidente il tratto verso il mare non fu più ripristinato, il servizio continuò solo tra Vibo Città e Mileto, la linea fu definitivamente soppressa nel 1966, sostituita da servizi di autobus.

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Stato attuale e futuro

Oggi i resti della ferrovia sono ancora visibili: molte stazioni sono diventate abitazioni private o sedi municipali, e alcune gallerie sono state riutilizzate per la viabilità locale.

Il tracciato

Il tracciato della storica ferrovia Vibo Valentia-Mileto, si sviluppava per circa 28 km e collegava il porto alla collina attraverso un percorso estremamente panoramico e tecnicamente complesso. Il percorso superava dislivelli notevoli e offriva scorci unici sul Golfo di Sant'Eufemia.

1. Vibo Marina (Porto Santa Venere): Il punto di partenza a livello del mare, fondamentale per lo scambio merci con il porto.

2. Pizzo (FCL): La linea risaliva verso Pizzo, dove si trovava il tristemente noto viadotto Timpa Janca, crollato nel 1951.

3. Longobardi: Una delle frazioni costiere attraversate durante la faticosa ascesa verso il capoluogo.

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4. Vibo Valentia Città: La stazione principale e cuore della linea. Si trovava in una posizione centrale (nei pressi dell'attuale Piazza Municipio/Villa Comunale), rendendo il treno molto popolare tra gli studenti e gli impiegati.

5. San Costantino Calabro: Proseguendo verso l'interno, la ferrovia toccava i comuni del bassopiano vibonese.

6. Mileto (Capolinea): La stazione finale, situata nella città normanna. Qui è ancora possibile vedere una storica locomotiva a vapore (la FCL 412) esposta come monumento a memoria della ferrovia.

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Note storiche e tecniche

• Lo scartamento ridotto: Come gran parte della rete delle Ferrovie Calabro Lucane, utilizzava lo scartamento da 950 mm per adattarsi meglio all'orografia difficile del territorio.

• La fine della linea: Dopo il disastro del 1951, il tratto verso il porto fu abbandonato, mentre la tratta superiore Vibo-Mileto sopravvisse fino al 1966.

• Cosa resta oggi: Molte delle vecchie stazioni sono state riconvertite (quella di Vibo Città è stata per anni sede di uffici comunali). Esistono diversi studi per trasformare il sedime abbandonato in una Greenway, simile a quanto si sta realizzando per la Soverato-Chiaravalle, per valorizzare il patrimonio archeologico-industriale e paesaggistico della zona.

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