Ferrovia Soverato-Chiaravalle Centrale: dalle origini fino alla chiusura e un cenno sui mezzi che vi circolarono
1. Origini e Costruzione della Ferrovia (1923-1969)
La ferrovia Soverato-Chiaravalle Centrale era la gemella della Vibo-Mileto sul versante jonico. Anche questa linea, a scartamento ridotto (950 mm), nacque con l'ambizioso obiettivo di unire lo Jonio al Tirreno, ma finì per restare un tronco isolato e affascinante, sospeso tra il mare e le montagne delle Serre.
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1. Il Progetto: Una Trasversale Incompiuta
Inaugurata il 15 dicembre 1923, la linea si sviluppava per circa 23 km. Era stata concepita come il tratto finale della grande trasversale calabrese che avrebbe dovuto collegare Soverato a Vibo Valentia.
A causa della crisi economica degli anni '20, il tratto centrale tra Chiaravalle e Mileto, passando per Serra San Bruno, non fu mai costruito, lasciando la Soverato-Chiaravalle come una "ferrovia di montagna" che partiva dal livello del mare per arrampicarsi fino ai 520 metri s.l.m.di Chiaravalle Centrale.
2. Percorso e Stazioni
Il tracciato era un capolavoro di ingegneria ferroviaria dell'epoca, con numerose gallerie e viadotti che offrivano viste spettacolari sulla Valle dell'Ancinale.
• Capolinea: Soverato (collegata alla stazione FS della linea Jonica).
• Fermate e Stazioni: Laganosa, Satriano-Davoli, Pietà, Petrizzi-Gagliato, Pirivoglia, San Vito sullo Ionio.
• Capolinea montano: Chiaravalle Centrale.
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3. La "Littorina" e il Servizio
Inizialmente servita da locomotive a vapore, la linea vide il suo periodo d'oro con l'introduzione delle automotrici M1 (Emmine). Questi mezzi leggeri permettevano di affrontare le forti pendenze e le curve strette in tempi più ragionevoli, trasportando non solo passeggeri ma anche merci preziose per l'economia locale, come il legname delle Serre e il quarzo.
4. La Chiusura
A differenza della linea vibonese, chiusa dopo un incidente, la Soverato-Chiaravalle fu vittima della concorrenza del trasporto su gomma e della mancanza di investimenti. Il servizio ferroviario fu sospeso definitivamente il 1° settembre 1969 e sostituito integralmente dagli autobus delle Ferrovie Calabro Lucane (oggi Ferrovie della Calabria).
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Il Futuro: La "Ciclovia della Littorina Jonica"
Oggi c'è una notizia molto positiva per questa linea: nel 2025 è stato ufficialmente avviato e finanziato (con circa 4,5 milioni di euro) il progetto per trasformare il vecchio sedime ferroviario in una ciclovia panoramica.
Il progetto prevede il recupero di gallerie e ponti storici, come il vertiginoso ponte di Vaccarizzo. L'obiettivo è quello di collegare i borghi di Satriano, Gagliato, Petrizzi, San Vito sullo Ionio e Chiaravalle in un itinerario di mobilità dolce immerso nella natura.
Il Tracciato della Ferrovia
La linea si snodava per circa 23 km lungo la valle del fiume Ancinale, partendo dalla costa jonica per risalire verso le pendici delle Serre. Ecco le tappe principali:
1. Soverato (Capolinea): La stazione originaria delle FCL si trovava nei pressi dell'attuale autostazione delle Ferrovie della Calabria, a breve distanza dalla stazione FS.
2. Satriano-Davoli: Lasciata la costa, il binario risaliva dolcemente verso il borgo di Satriano.
3. Gagliato: Qui il tracciato diventava più impervio, entrando nel vivo del paesaggio collinare calabrese.
4. San Vito sullo Ionio: Una delle stazioni più importanti del percorso interno, punto di passaggio cruciale prima dell'ascesa finale.
5. Chiaravalle Centrale (Capolinea):La linea terminava nella parte alta dell'abitato di Chiaravalle Centrale, dove ancora oggi si possono scorgere i resti delle strutture ferroviarie.
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Caratteristiche del percorso
• Gallerie e Viadotti: La linea era nota per il Viadotto di Vaccarizzo, un'imponente opera ingegneristica che permetteva di superare i dislivelli della valle.
• Pendenze: Per raggiungere Chiaravalle partendo dal mare, la ferrovia affrontava pendenze costanti, rendendo il viaggio lento ma estremamente panoramico.
• Stato Attuale: Gran parte del sedime è stato ripulito e preparato per la trasformazione in percorso ciclopedonale, permettendo già oggi in alcuni tratti di ripercorrere a piedi o in bici le orme della vecchia "Littorina".
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