"L'irregolarita del territorio italiano, complici le Alpi e gli Appennini, hanno portato alla creazione di linee, con trazione a fune, per facilitare il trasporto di persone e merci su grandi dislivelli. "

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Autoguidovia della Madonna della Guardia

Collegamento fra San Quirico di Genova e il Santuario di Nostra Signora della Guardia sul Monte Figogna

L'Autoguidovia della Madonna della Guardia è stata una peculiare tranvia che ha collegato San Quirico di Genova al Santuario di Nostra Signora della Guardia sul Monte Figogna.

Autoguidovia per il Santuario Madonna della Guardia (Ge)

Un esempio interessante nel Campo dei Trasporti

Nel dicembre del 1924 nacque la Società Anonima Ferrovia Santuario della Guardia, che presentò un progetto basato su un nuovo sistema, definito autoguidovia che usava la trazione su gomma unendola alla guida su rotaia. Rappresenta un esempio interessante di innovazione tecnologica nel campo dei trasporti, in funzione tra il 1929 e il 1967.

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L'Autoguidovia per il Santuario nacque per rispondere alla crescente domanda di trasporto dei pellegrini che desideravano raggiungere il celebre Santuario della Madonna della Guardia, migliorando significativamente i tempi e le condizioni di viaggio rispetto ai sentieri preesistenti.

Caratteristiche principali del Sistema

Si trattava di un Sistema Innovativo ideato da Alberto Laviosa e promosso dall'imprenditore Carlo Corazza negli anni '20, l'autoguidovia combinava la trazione su gomma con la guida su rotaia. Le vetture, simili a piccole automotrici tranviarie avevano la capacità di superare notevoli pendenze senza l'ausilio di cremagliere.

Autoguidovia per il Santuario Madonna della Guardia (Ge)

L'infrastruttura dell'autoguidovia era costituita da due cordoli (o "trottatoi") in calcestruzzo, larghi 25 cm, e due rotaie che fungevano da guide (sistema Laviosa). Le automotrici erano dotate di ruote in gomma piena dotate di bordino come quello delle ruote ferroviarie: le ruote in gomma, che sopportavano il peso dei veicoli, rotolavano sui cordoli in calcestruzzo posti esternamente alle rotaie. Le due rotaie invece, con scartamento metrico, guidavano i veicoli grazie al normale bordino ferroviario.

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Un dislivello da Superare

La linea, a binario unico, raggiungeva una lunghezza complessiva di 10.594 metri, con un dislivello di 704 metri ed una pendenza media del 66,5 per mille, massima dell'83 per mille. Per scongiurare eventuali incidenti, prima della stazione Serro, a valle, era presente un tronchino di salvamento in salita, da impiegare nel caso si fosse verificata una rottura dei freni.

Le vetture, inizialmente alimentate a benzina e successivamente convertite a diesel, avevano una capacità di 18 posti a sedere e 40 in piedi. In caso di forte affluenza, potevano essere agganciati fino a due rimorchi, aumentando la capacità complessiva. Ai capilinea, le vetture venivano girate manualmente su piattaforme girevoli.

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Luci ed Ombre: Il Declino e la Chiusura

Il declino dell'autoguidovia iniziò con la realizzazione di un collegamento stradale carrozzabile nel 1963 e l'introduzione del servizio di autobus l'anno successivo. La maggiore velocità e flessibilità del trasporto su gomma portarono a un drastico calo dei passeggeri. Nonostante l'unicità del sistema, non furono fatti investimenti per ammodernare l'impianto e renderlo competitivo.

Autoguidovia per il Santuario Madonna della Guardia (Ge)

I costi di esercizio sempre maggiori della guidovia e la necessità di costosi lavori di ammodernamento proprio quando diminuivano i passeggeri.

Il 31 ottobre 1967, alla scadenza della concessione d'esercizio, l'Autoguidovia della Madonna della Guardia cessò definitivamente le sue attività. La maggior parte delle automotrici e rimorchiate fu demolita, anche se un esemplare con la matricola numero 1 si è salvato ed è stato preservato.

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Cosa rimane oggi dell'Autoguidovia

Sebbene l'autoguidovia non sia più in funzione, il suo tracciato è ancora in gran parte percorribile e si è trasformato in un apprezzato percorso pedonale e ciclopedonale. Lungo il percorso, è ancora possibile osservare resti delle infrastrutture, come i cordoli in calcestruzzo, le due gallerie e alcuni ponti in cemento armato, testimoniando un'epoca pionieristica dei trasporti. Presso il santuario è presente anche una riproduzione "sezionata" di una vettura, con pannelli esplicativi sulla storia dell'Autoguidovia.

L'Autoguidovia della Madonna della Guardia rimane un'interessante capitolo della storia dei trasporti italiani, ricordata per la sua soluzione tecnologica innovativa e il suo ruolo nel facilitare l'accesso a uno dei santuari più importanti della Liguria.

Autoguidovia per il Santuario Madonna della Guardia (Ge)