La Ferrovia della Val Gardena: Storia e Fascino del Trenino Chiusa-Plan
Nel cuore delle Dolomiti, tra maestose pareti rocciose e valli incantate, si cela la memoria di un’opera d’ingegneria straordinaria: la Ferrovia della Val Gardena (conosciuta in tedesco come Grödner Bahn). Questo glorioso trenino a scartamento ridotto ha collegato la stazione di Chiusa (Klausen) con la frazione di Plan a Selva di Val Gardena dal 1916 al 1960, trasformando radicalmente l'economia, i trasporti e il turismo di una delle valli più affascinanti dell'Alto Adige.
Sebbene i binari siano stati smantellati da decenni, il ricordo del Trenino della Val Gardena vive ancora oggi nel tessuto urbano e naturalistico della valle. I ponti, le gallerie e l'ex sedime ferroviario sono stati in larga parte riconvertiti in uno splendido percorso ciclo-pedonale che permette a residenti e turisti di ripercorrere passo dopo passo le tracce di questo capolavoro infrastrutturale.
Origine e costruzione: Un’opera militare da primato
La storia della ferrovia Chiusa-Plan è indissolubilmente legata agli eventi tragici della Prima Guerra Mondiale. Prima del conflitto, la Val Gardena era collegata alla valle dell'Isarco soltanto da una ripida e stretta strada sterrata, percorsa da carrozze a cavalli. Con l'entrata in guerra dell'Italia nel 1915 e l'apertura del fronte dolomitico, l'esercito austro-ungarico si trovò nella stringente necessità di rifornire rapidamente le truppe posizionate nella zona del Col di Lana e sui passi dolomitici.
I lavori di costruzione iniziarono nel settembre del 1915 e vennero portati a termine a tempo di record in soli cinque mesi. Per realizzare un'infrastruttura di circa 31 chilometri in un territorio alpino impervio, vennero impiegati oltre 10.000 lavoratori, tra cui ingegneri militari, manodopera civile e cinquemila prigionieri di guerra russi. Il 6 febbraio 1916 venne inaugurata la linea a scartamento ridotto (760 mm), un vero e proprio miracolo di ingegneria dell'epoca.
Percorso e caratteristiche tecniche della tratta Chiusa-Plan
Il percorso della Ferrovia della Val Gardena era celebre per le sue pendenze e per le sfide ingegneristiche necessarie a superare un dislivello imponente. La linea partiva dai 523 metri di altitudine della stazione di Chiusa, situata lungo la ferrovia del Brennero, per raggiungere i 1.592 metri di Plan, superando un dislivello complessivo di ben 1.069 metri.
I punti chiave del tragitto e dell'infrastruttura comprendevano:
- Scartamento ridotto: 760 mm (il tipico scartamento bosniaco dell'Impero Austroungarico).
- Lunghezza totale: 31,38 chilometri.
- Pendenza massima: 46 per mille, superata senza l'ausilio della cremagliera, affidandosi esclusivamente all'aderenza naturale delle locomotive a vapore.
- Opere d'arte principali: La linea contava ben 12 ponti/viadotti importanti e svariate gallerie, tra cui la spettacolare galleria elicoidale di Ortisei, fondamentale per guadagnare quota in uno spazio ristretto.
Il trenino serviva le stazioni e le fermate principali di San Pietro, Laion, Ortisei, Santa Cristina e Selva, fino al capolinea di Plan, posizionato proprio sotto il maestoso Gruppo del Sella.
Dal trasporto civile al declino: Gli anni del boom e la chiusura
Con il passaggio dell'Alto Adige all'Italia al termine della Grande Guerra, la gestione della ferrovia passò alle Ferrovie dello Stato (FS). Negli anni '20 e '30 la linea venne modernizzata e riconvertita a uso prevalentemente civile e turistico. Le iconiche locomotive a vapore continuarono a trainare le carrozzette in legno verde, diventando un simbolo amato da valligiani e primi visitatori.
Durante il dopoguerra, con l'esplosione del turismo montano e degli sport invernali, la Ferrovia della Val Gardena conobbe un periodo di grande affluenza. Tuttavia, la lentezza del viaggio — che richiedeva circa due ore e mezza per coprire i 31 km — e l'incalzare del trasporto su gomma segnarono il suo destino.
Negli anni cinquantasei e sessanta, la crescente diffusione delle automobili private, degli autobus e l'esigenza di allargare la strada statale portarono le autorità a considerare la linea obsoleta e antieconomica. Il 28 maggio 1960 la ferrovia effettuò la sua ultima corsa ufficiale, sommersa dai fiori e dal saluto commosso degli abitanti della valle.
L'eredità oggi: La passeggiata e la pista ciclabile della Val Gardena
Nonostante la scomparsa dei binari, la memoria della ferrovia è più viva che mai. Ampie sezioni del tracciato originale tra Ortisei, Santa Cristina e Selva di Val Gardena sono state trasformate in una suggestiva passeggiata ciclo-pedonale. I viaggiatori di oggi possono camminare o pedalare lungo il vecchio sedime, attraversando le vecchie gallerie illuminate e i ponti restaurati.
A Ortisei e a Santa Cristina sono ancora visibili le storiche locomotive a vapore esposte come monumento (come la mitica locomotiva R.410), oltre a diversi fabbricati viaggiatori riconvertiti a nuovo uso. Questo percorso offre un modo sostenibile e panoramico per esplorare la valle, godendo di scorci mozzafiato sul Sassolungo e sul Cir.
Il futuro: Progetti per il ripristino della ferrovia
Negli ultimi anni, il tema della mobilità sostenibile nelle Dolomiti Patrimonio UNESCO ha riacceso il dibattito sulla Ferrovia della Val Gardena. Il traffico automobilistico intenso durante le stagioni turistiche estive e invernali ha spinto amministratori locali ed esperti di trasporti a valutare progetti per la ricostruzione di un treno di montagna moderno o di una linea tramviaria veloce di collegamento con la Valle Isarco.
Un nuovo collegamento ferroviario permetterebbe di ridurre drasticamente le emissioni di CO2, decongestionare la rete stradale e offrire un'esperienza di viaggio panoramica, in perfetta armonia con la tutela dell'ambiente alpino.
Conclusione
La Ferrovia Chiusa-Plan rappresenta una pagina fondamentale della storia altoatesina: da ardita opera militare a volano per il turismo montano. Che siate appassionati di storia ferroviaria o amanti del trekking in montagna, ripercorrere i luoghi dell'antico trenino della Val Gardena rimane un'esperienza imperdibile che unisce memoria, ingegneria e natura incontaminata.













