"Nell'arco di oltre un secolo e mezzo la Ferrovia ha disegnato il volto dell'Italia e l'identità del suo popolo, pur senza lasciare nella memoria tracce della propria importanza storica... (Le Ferrovie, Stefano Maggi)"
Linee Ferroviarie Dismesse in Sicilia: Alla Scoperta delle Linee Ferroviarie Dismesse
La linea a binario unico Caltagirone-Gela aveva uno sviluppo di 45,113 km con scartamento ordinario. Venne inaugurata nel 1979 ma i lavori iniziarono nel 1952. E' parte integrante della linea trasversale che da Catania arriva a Gela. La linea è interrotta dall'8 maggio 2011 a causa del crollo di alcune arcate del viadotto di Piano Carbone al km 326+600.
La linea Motta S.Anastasia-Regalbuto aveva uno sviluppo di 52,771 km con scartamento ordinario. La linea è stata chiusa negli anni fra il 1973 e il 1983.
La linea Castelvetrano-Magazzolo-Porto Empedocle-Agrigento Bassa aveva uno sviluppo di 132,42 km con scartamento ridotto di 950 mm. La linea è stata chiusa negli anni fra il 1976 e il 1985.
La linea Dittaino-Caltagirone (vecchia) aveva uno sviluppo di 71,15 km con scartamento ridotto di 950 mm. La linea è stata chiusa negli anni fra il 1965 e il 1971.
La Ferrovia Lercara–Magazzolo è stata una linea ferroviaria siciliana secondaria a scartamento ridotto (950 mm), oggi completamente dismessa, che collegava la zona interna di Lercara con la linea costiera sud presso Magazzolo, vicino Ribera (AG). Faceva parte della rete delle cosiddette Ferrovie Economiche della Sicilia, progettate a fine Ottocento per servire aree agricole e minerarie non raggiunte dalle linee principali.
Il tracciato nel suo complesso aveva uno sviluppo di 67,17 km. La linea venne aperta fra il 1912 e il 1924 e chiusa definitivamente tra 1959 e il 1961, in seguito alla soppressione delle linee a scartamento ridotto dell’isola. L'esercizio era gestito dalle Ferrovie dello Stato.
Il tratto principale aveva origine a Lercara Bassa per proseguire verso Lercara Alta-Filaga-S.Stefano Quisquina-Bivona-Alessandria della Rocca-Cianciana terminando a Magazzolo dove si congiungeva alla linea Castelvetrano–Porto Empedocle. La diramazione aveva origine a Filaga, poi incontrava Prizzi e terminava a Palazzo Adriano.
La ferrovia era importante per il servizio alle miniere di zolfo di Lercara. L’area di Lercara era uno dei distretti zolfiferi più importanti della Sicilia. La ferrovia consentiva il trasporto del minerale verso il porto di Porto Empedocle, la movimentazione della forza lavoro e l’approvvigionamento di legname, materiali e derrate. Inoltre era un importante collegamento fra le località interne molto isolate come Prizzi, Palazzo Adriano e Bivona difficili da raggiungere. La ferrovia portò un grande miglioramento ai trasporti in zone montuose.
Percorso
Il tracciato era caratterizzato da molti tornanti, curve strette, pendenze elevate diversi viadotti e gallerie oltre ad un andamento tortuoso e tempi di viaggio lunghi. Proprio la difficoltà del tracciato e i costi di gestione contribuirono alla sua chiusura.
Declino e chiusura
Negli anni ’50 la produzione di zolfo calò drasticamente, la motorizzazione stradale rese meno competitive le ferrovie secondarie e FS decise di abbandonare tutte le linee a scartamento ridotto della Sicilia, La Lercara–Magazzolo fu una delle prime a essere chiusa.
Stato attuale
L’armamento è stato completamente rimosso. Molte stazioni sopravvivono come fabbricati abbandonati, talvolta riutilizzati o restaurati. Alcuni tratti del sedime sono oggi sentieri o strade rurali. Restano viadotti e gallerie riconoscibili nel paesaggio, specialmente tra Bivona e Palazzo Adriano. La linea è spesso oggetto di interesse da parte di appassionati e associazioni di storia ferroviaria.
La linea Palermo S.Erasmo-Corleone-S.Carlo-Burgio (SAFS), aperta nel 1886 (tratta Palermo-Corleone), 1903 (tratta Corleone-San Carlo) e 1931 (tratta San Carlo-Burgio) aveva uno sviluppo di ben 107,00 km con scartamento ridotto di 950 mm e non elettrificata. Fu la prima linea ferroviaria costruita in Sicilia per sopperire al trasporto animale su strade tortuose. La linea è stata soppressa totalmente nel 1959.
La gestione iniziale, per un breve periodo al termine della costruzione, fu a cura di Sicilian Railways (1886-1887), successivamente passò di mano a SAFS Società Anonima per le Ferrovie Siciliane (1887-1922), poi SSFE (1903-1922) e infine da FS Ferrovie dello Stato a partire dal 1922 fino alla sua chiusura avvenuta al termine degli anni '50.
Primo orario Ferroviario della tratta Palermo S.Erasmo-Corleone
La linea S.Carlo-S.Ninfa-Castelvetrano aveva uno sviluppo di 73,36 km con scartamento ridotto di 950 mm. La linea è stata chiusa negli anni fra il 1959 e il 1968.
La linea Siracusa Nuova-Bivio Giarratana-Ragusa (SAFS) aveva uno sviluppo di 96,528 km con scartamento ridotto di 950 mm. La linea è stata chiusa negli anni fra il 1949 e il 1956.