"Nell'arco di oltre un secolo e mezzo la Ferrovia ha disegnato il volto dell'Italia e l'identità del suo popolo, pur senza lasciare nella memoria tracce della propria importanza storica..."

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Ferrovia della Val di Fiemme: dalle origini fino alla chiusura e un cenno sui mezzi che vi circolarono

1. Origini e Costruzione della Ferrovia (1915-1917)

La ferrovia della Val di Fiemme, nota anche come Fleimstalbahn, è stata un'opera di ingegneria ferroviaria straordinaria, nata in un contesto di emergenza bellica e trasformatasi in un pilastro fondamentale per l'economia e il turismo della valle.

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La linea non nacque per scopi civili, ma per necessità strategiche dell'Impero Austro-Ungarico durante la Prima Guerra Mondiale. Il fronte dolomitico richiedeva un sistema efficiente per rifornire le truppe di munizioni e viveri. Alla sua costruzione parteciparono circa 6.000 operai, tra cui molti prigionieri di guerra (soprattutto serbi e russi), che lavorarono in condizioni durissime.

Inaugurazione: Il primo tratto fino a Castello di Fiemme fu aperto nel 1917, mentre il completamento fino a Predazzo avvenne nel 1918.



2. Evoluzione Tecnica e Scartamento

La ferrovia visse due fasi tecniche ben distinte:

Fase Austro-Ungarica (1917-1928): inizialmente a vapore con lo scartamento ridotto "bosniaco" di 760 mm. Venivano utilizzate locomotive ungheresi e tedesche (come le Mallet).

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Fase Elettrica (1929-1963): dopo il passaggio all'Italia, la gestione passò alla FEVF (Ferrovia Elettrica Val di Fiemme). La linea fu modernizzata: lo scartamento fu allargato a 1000 mm (metrico) e venne introdotta l'elettrificazione a 2600 V in corrente continua.



3. Il Percorso e le Sfide Ingegneristiche

Il tracciato era caratterizzato da pendenze elevate e curve strettissime per superare il dislivello tra la Valle dell'Adige e l'altopiano di San Lugano.

La pendenza massima raggiungeva il 46‰ (4,6%), un valore molto alto per una ferrovia ad aderenza naturale.

Le opere d'arte: Lungo i circa 50 km si contavano numerosi ponti e gallerie. L'opera più iconica era il Viadotto di Gleno, con le sue arcate in pietra che dominano la valle dell'Adige.

Stazioni e fermate: Ora, Ora Paese, Trattoria Kaufmann, Montagna, Gleno, Doladizza, Pausa, Fontane Fredde, S.Lugano, Castello, Bivio Crano (Fermata facoltativa), Cavalese (Succursale), Cavalese, Masi di Cavalese, Tesero, Panchià, Ziano, Frazione Roda (Fermata facoltativa), Predazzo.

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Per l'inversione delle locomotive, non potendo usare piattaforme girevoli per motivi di spazio e costi, vennero costruiti dei triangoli di inversione chiamate in gergo stelle, nelle stazioni di Ora, Castello e Predazzo.



4. Materiale Rotabile

Con l'elettrificazione del 1929, entrarono in servizio le iconiche elettromotrici bianche e celesti (originariamente gialle e rosse) costruite dalla milanese Carminati & Toselli con parte elettrica TIBB Tecnomasio Italiano Brown Boveri di Milano.

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Dopo la chiusura della linea nel 1963, alcune di queste storiche vetture furono vendute alla ferrovia Genova-Casella, dove alcune sono state restaurate e messe in condizione di marcia come la elettromotrice A2 costruita nel 1929.



5. La Chiusura e l'Eredità Oggi

Il 10 gennaio 1963 la ferrovia compì il suo ultimo viaggio, vittima della crescente motorizzazione privata e della concorrenza degli autobus.

Oggi gran parte del sedime, soprattutto tra Ora e il Passo di San Lugano, è stato recuperato come pista ciclabile ed escursionistica. È possibile pedalare all'interno delle vecchie gallerie e sopra i viadotti originali.

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Recentemente, a Predazzo, è stata restaurata una carrozza originale del 1922, trasformata in un piccolo museo per preservare la memoria del "trenino" della Val di Fiemme che dal 1963 non ha più percorso la valle.

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