"Nell'arco di oltre un secolo e mezzo la Ferrovia ha disegnato il volto dell'Italia e l'identità del suo popolo, pur senza lasciare nella memoria tracce della propria importanza storica..."

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Linee Ferroviarie Incompiute sul Territorio Italiano

Le ferrovie mai completate d’Italia: linee mai completate e tratte collaudate ma inutilizzate

In Italia, il fenomeno delle ferrovie incompiute (spesso chiamate "ferrovie fantasma") rappresenta un patrimonio sospeso fatto di viadotti solitari, gallerie mai attraversate e stazioni abbandonate. Si distinguono dalle ferrovie dismesse perché, a differenza di queste ultime, le incompiute non sono mai entrate in esercizio o sono state completate solo in parte.

Ecco i casi più celebri e le ragioni di questo fenomeno

1. Il caso simbolo: Ferrandina-Matera

Matera è stata per decenni l'unico capoluogo di provincia italiano non collegato alla rete FS (è servita solo dalle ferrovie a scartamento ridotto FAL).

I lavori iniziarono negli anni '80 per collegare Matera alla linea Salerno-Taranto. Furono spesi centinaia di miliardi di lire per costruire 30 km di tracciato, gallerie (come quella di Miglionico) e la stazione di Matera La Martella. Tuttavia, i binari non furono mai posati e la linea fu abbandonata al degrado. Grazie ai fondi del PNRR e al ruolo di Matera come Capitale della Cultura 2019, i lavori sono stati rifinanziati e ripartiti con l'obiettivo di completare l'opera entro i prossimi anni.

2. L'incompiuta dell'Appennino: Sant'Arcangelo di Romagna-Urbino

Progettata per collegare la Romagna alle Marche attraversando l'entroterra. I lavori iniziarono negli anni '20. Furono realizzati imponenti viadotti in cemento armato e diverse gallerie. La Seconda Guerra Mondiale interruppe i cantieri e nel dopoguerra l'opera fu considerata non più prioritaria a causa dell'avvento del trasporto su gomma. Oggi i resti dei viadotti sono monumenti di archeologia industriale visibili nella Valmarecchia.

3. Le ferrovie "politiche" della Sicilia

In Sicilia esistono numerosi tracciati progettati a cavallo tra il XIX e il XX secolo e mai finiti come la ferrovia Palermo-Camporeale-Salaparuta: Una linea a scartamento ridotto i cui lavori iniziarono nel 1924. Furono costruiti chilometri di sede ferroviaria e stazioni che oggi giacciono nel nulla, usate talvolta come stalle o magazzini. La Leonforte-Nicosia: Un'altra tratta dell'entroterra siciliano mai completata nonostante la costruzione di imponenti opere civili.

4. Altri esempi significativi

Formigine-Pavullo (Emilia-Romagna): Doveva collegare Modena all'Appennino; i lavori furono interrotti negli anni '20 dopo aver realizzato gran parte del percorso.

Cormons-Redipuglia (Friuli): Una linea strategica iniziata per scopi militari e mai terminata.

Perché non sono state finite?

Le cause principali che hanno portato a questi "binari morti" sono state le Guerre mondiali, dei cambiamenti storici, dove molti cantieri aperti tra le due guerre furono interrotti dai conflitti e mai ripresi.

Alcune linee, inoltre, erano nate con finalità militari: dovevano permettere il rapido spostamento di truppe e mezzi verso i confini, ma gli accordi internazionali successivi ai conflitti mondiali ne hanno annullato l’importanza strategica.

Il boom dell'auto negli anni '50 e '60, l'Italia scelse di investire massicciamente sulle autostrade, rendendo molte linee ferroviarie secondarie economicamente "non convenienti" prima ancora di finirle. In diversi casi si è anche sottovalutato il reale volume di traffico passeggeri e merci, soprattutto con l’avanzare del trasporto su gomma.

Le cause di questi abbandoni sono molteplici: difficoltà economiche durante i lavori, mancanza di fondi per l’esproprio dei terreni o per l’acquisto dei materiali, ritardi burocratici nelle concessioni da parte dello Stato o degli enti locali, oppure imprevisti che hanno compromesso la prosecuzione delle opere.

Le cause hanno riguardato anche errori di progettazione: alcuni tracciati erano tortuosi e pensati per tecnologie già obsolete al momento della costruzione.

Il valore storico delle ferrovie incompiute italiane

Un patrimonio dimenticato della storia ferroviaria: l'interesse culturale e turistico delle infrastrutture abbandonate

Oggi queste ferrovie incompiute rappresentano un capitolo affascinante della storia dei trasporti italiani. Pur essendo il risultato di scelte fallimentari o eventi imprevisti, continuano a suscitare curiosità e interesse tra studiosi, appassionati e amanti della storia ferroviaria.

Cosa ne sarà di queste linee?

Molte di queste tratte oggi vivono una seconda vita grazie al turismo lento. Diverse ferrovie incompiute o dismesse sono state trasformate in Greenways (piste ciclabili e percorsi pedonali), sfruttando i vecchi sedimi e i ponti panoramici per valorizzare il paesaggio senza bisogno di farci passare un treno.

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Linee nel Nord Italia


Cormons-Mariano del Friuli-Redipuglia

Linea ferroviaria Cormons-Mariano del Friuli-Redipuglia ha interessato gli attuali territori del Friuli Venezia Giulia.



Bertiolo-S.Vito al Torre-(Mariano del Friuli)-(Gorizia Savogna)

Linea ferroviaria Bertiolo-Castions-Palmanova-S.Vito al Torre-(Mariano del Friuli)-(Gorizia Savogna) ha interessato gli attuali territori del Friuli Venezia Giulia. Lo sviluppo del tracciato era di 46 km circa.



Teglio Veneto-Udine

Linea ferroviaria Teglio Veneto-Bertiolo-Campoformido-Udine ha interessato gli attuali territori del Friuli Venezia Giulia. Lo sviluppo del tracciato era di 41+100 km circa.



Udine-Castions di Strada

Linea ferroviaria Udine-Castions di Strada ha interessato gli attuali territori del Friuli Venezia Giulia. Lo sviluppo del tracciato era di 17+900 km circa. Lo scartamento era di 1435 mm. Linizio dei lavori avvenne nel 1921 e la sospensione nel 1930. L a gestione era a cura dellaSocietà Veneta. I lavori si spinsero fino alla costruzione della sede ferroviaria completa e all'effettuazione dei collaudi.



Udine-Majano

Linea ferroviaria Udine-Martignacco-Fagagna-Majano ha interessato gli attuali territori del Friuli Venezia Giulia. Lo sviluppo del tracciato era di 26+200 km circa. Lo scartamento di 1435 mm. L'inizio dei lavori avvenne fra il 1914-1915 e la sospensione nel 1932. La gestione era a cura delle Ferrovie dello Stato.



Bivio Orba-Felizzano

Linea ferroviaria Bivio Orba-Cantalupo-Felizzano ha interessato gli attuali territori del Piemonte. Sviluppo tracciato: 21 km



Formigine-Pavullo nel Frignano

Linea ferroviaria Formigine-Pavullo nel Frignano ha interessato gli attuali territori dell'Emilia Romagna. Sviluppo tracciato: 39+400 km circa - Scartamento: 950 mm - Inizio lavori: 1915 - Interruzione lavori: 1925 - Gestore: Società Anonima Elettrovie Emiliane

Nel tratto Formigine-Pavullo, nel decennio successivo al 1915, vennero realizzati i fabbricati di servizio oltre alla quasi totalità della sede ferroviaria comprese diverse gallerie. La linea ad oggi è riconoscibile solo per pochi brevi tratti ad eccezione di 5 gallerie, oltre una ventina di case cantoniere e i fabbricati viaggiatori di molte stazioni: fra queste Pavullo e Serramazzoni oltre alle fermate di S. Venanzio, Montagnana, Montardone, Casa Bartolacelli e Fondaccia.



Mirandola (FS)-Novellara

Linea ferroviaria Mirandola (FS)-Mirandola-Rolo Novi Fabbrico-Novellara ha interessato gli attuali territori dell'Emilia Romagna. Lo sviluppo tracciato era di 26+100 km circa. I lavori ebbero inizio nel 1922 con l'interruzione nel 1942 a ridosso del secondo conflitto mondiale.



Sant'Arcangelo di Romagna-Urbino

Linea ferroviaria Sant'Arcangelo di Romagna-S.Leo-Auditore Casinina-Urbino ha interessato gli attuali territori dell'Emilia Romagna e delle Marche. Lo sviluppo del tracciato era di 67+500 km circa.

La linea ferroviaria Sant’Arcangelo di Romagna-Urbino è stato uno dei più affascinanti e ambiziosi progetti ferroviari italiani mai portati a termine: ideata come parte di una lunga ferrovia “subappenninica” interna all’Italia, la sua costruzione fu avviata, parzialmente realizzata ma infine interrotta e abbandonata, e oggi restano sul territorio solo opere incompiute o utilizzate a scopi diversi.

Il progetto, concepito alla fine dell’Ottocento, aveva l’obiettivo di creare una dorsale ferroviaria interna che collegasse l’Adriatico alla pianura interna e oltre, in alternativa alla ferrovia costiera Bologna–Ancona, considerata vulnerabile in caso di conflitti. L’idea venne inserita nella legge Baccarini del 1879 come linea di terza categoria e poi portata avanti con vari progetti.

Il tracciato completo avrebbe dovuto partire da Sant’Arcangelo di Romagna (allora nodo sulla ferrovia Adriatica) per scendere verso l’interno, attraversare aree collinari e montane e raggiungere Urbino, con proseguimento verso Fabriano e oltre.

Il progetto venne pensato per motivi militari e strategici, soprattutto con l’avvicinarsi delle tensioni europee che avrebbero poi portato alla Prima Guerra Mondiale: una ferrovia posta all'interno avrebbe potuto resistere meglio ai bombardamenti navali sulla costa adriatica.

Cronologia dei fatti

1879 - Progetti iniziali e inserimento nella legge Baccarini e prende corpo l’idea della ferrovia subappenninica interna.

1898 - Viene portata a termine la Ferrovia Fabriano–Pergola–Urbino, parte fondamentale del circuito che doveva unire la costa con l’entroterra.

1908 - Approvato il progetto definitivo della tratta Urbino-Sant’Arcangelo.

1909 - Iniziano i lavori sul primo tratto verso Sant’Arcangelo di Romagna compresi tra Sant’Arcangelo e San Leo.

1915 - Vengono avviati i lavori sul tratto Urbino – Casinina/Auditore.

1915–1918 (Prima Guerra Mondiale) - I lavori procedono lentamente e non portano mai all’apertura ferroviaria completa.

1918–1920 - La guerra e altri problemi interrompono definitivamente i cantieri, lasciando vaste parti incompiute. Nel dopoguerra viene abbandonato il progetto dell'intera linea non essendo prioritario.



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Linee nel Centro Italia



Roma Nomentana (vecchia)-Roma San Pietro

Linea ferroviaria Roma Nomentana (vecchia)-Roma San Pietro ha interessato il territorio del Lazio. Lo sviluppo del tracciato era di 12+800 km circa.


Linee nel Sud Italia



Ferrandina (FS)-Matera Venusio

Linea ferroviaria Ferrandina (FS)-Matera La Martella-Matera Venusio ha interessato il territorio della Basilicata. Lo sviluppo del tracciato era di 29+250 km circa.



Bronte-Cuccovia

Linea ferroviaria Bronte-Cuccovia ha interessato il territorio della Sicilia.



Canicattì-Riesi-(S.Michele di Ganzaria)

Linea ferroviaria Canicattì-Riesi-(S.Michele di Ganzaria) ha interessato il territorio della Sicilia.



Kaggera-Salemi

Linea ferroviaria Kaggera-Salemi ha interessato il territorio della Sicilia. Lo sviluppo del tracciato era di 26 km circa.

Leonforte-Nicosia

Linea ferroviaria Leonforte-Nicosia ha interessato il territorio della Sicilia. Lo sviluppo del tracciato era di 24 km circa.



Palermo Lolli-Camporeale-Salaparuta

Linea ferroviaria Palermo Lolli-Camporeale-Salaparuta ha interessato il territorio della Sicilia. Lo sviluppo del tracciato era di 85+300 km circa.



S.Stefano di Camastra-Mistretta

Linea ferroviaria S.Stefano di Camastra-Reitano-Mistretta ha interessato il territorio della Sicilia.

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